1 kg di additivi all’anno nel piatto, aumenta il rischio allergie
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1 kg di additivi all’anno a persona è la dose che si trova nei piatti degli italiani. Il dato è stato reso noto al congresso nazionale della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC), svoltosi a Napoli dal 14 al 17 aprile.

Le minacce nel piatto – spiega Giorgio Walter Canonica, presidente della SIAAIC – non si limitano ai cibi che più spesso provocano allergie alimentari come le nocciole, la frutta o la verdura, il pesce: ne esistono di più nascoste ma non per questo meno insidiose. Sempre più spesso, in adulti e bambini, disturbi dalle cause incerte trovano le loro origini negli additivi: intolleranze alimentari, dermatiti e molte allergie sono dovute proprio a un accumulo di additivi nell’organismo. Sono oltre 3000 le sostanze che vengono aggiunte ai cibi per migliorarne la conservazione, per modificarne il sapore o il colore, per aromatizzarli o come antibatterici: dai coloranti come la tartrazina (colorante giallo) e la cocciniglia (colorante rosso), agli antiossidanti, dagli emulsionanti e stabilizzanti come le gomme naturali e la lecitina ai conservanti come benzoati, nitrati e solfiti, fino alla lunga lista degli aromi, i composti potenzialmente allergizzanti sono moltissimi“.

3000 sostanze, quindi, fra conservanti, stabilizzanti, coloranti e aromi si nascondono nei prodotti che consumiamo e sono fra le cause dell’aumento di allergie degli ultimi anni.

La strategia migliore per un decremento di questi consumi – conclude Canonica – è nutrirsi di prodotti più possibile freschi e quando possibile di coltivazione biologica”.