Bon Jovi apre un ristorante in cui non si paga il conto

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Bon Jovi apre un ristorante in cui non si paga il conto
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All’ingresso si legge “Non ci sono prezzi sul menù; solo dignità, rispetto e, ovviamente, piatti di qualità preparati con ingredienti locali”.

L’intento della rockstar, che ha da poco inaugurato il suo secondo ristorante, è proprio quello di garantire un trattamento e uno stile di vita dignitoso anche a quelle persone che vivono in una situazione di povertà.  “La possibilità di cenare al ristorante deve essere data a tutti, soprattutto in una società in cui una famiglia su cinque è povera e dove un americano su sei non può permettersi il cibo“, ha dichiarato Jon Bon Jovi.

Entrambi i ristoranti, aperti insieme alla moglie, fanno parte del progetto BEAT (Bringing Everyone All Together), la fondazione che dal 2011 fornisce assistenza sanitaria, abitativa e formazione professionale a chi non ha i mezzi economici per poterlo fare autonomamente.

Nel menù del Soul Kitchen, questo il nome del ristorante, non sono scritti i prezzi delle portate. A fine pasto, si può pagare il conto in due modi: con una donazione a partire da 10 dollari (prezzo che copre le spese per la preparazione) o con il proprio contributo lavorativo in sala, cucina o nell’orto in cui vengono coltivate le materie prime. La donazione serve a pagare il pranzo o la cena degli altri che non possono permettersi di pagare. Chi non ha disponibilità economiche, invece, può offrirsi come lavoratore del ristorante, aiutando dove e come può.

Come dichiarato alla rete americana Cbs dallo stesso cantante durante l’inaugurazione, “Soul Kitchen è identico a qualsiasi altro ristorante e nasce perché c’è chi non ha nemmeno la possibilità di mangiare“.

E bravo Bon Jovi